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Perchè Linguafranca?


31 dicembre 2004

Lenticchie con lo yogurt

Per la cena "Bollywood Dreams" a casa dell’amico di Giovanni ho preparato le lenticchie con lo yogurt. Sono venute buone, e sono state pure facili da fare.
Eccovi la ricetta:

(Per 4 persone)
250 gr lenticchie gialle
1 cucchiaino di curcuma indiana (io ne ho messo di più)
1 cucchiaino di sale
½ litri d’acqua
2 cucchiai d’olio di semi
4 peperoncini piccoli essiccati
2 cucchiai semi di cumino nero
350 gr yogurt naturale

Mettere le lenticchie, la curcuma e il sale in una pentola ampia. Coprire parzialmente. Quando bolle abbassare il fuoco e cuocere per 40 minuti circa. Se il composto si asciuga, allungare con dell’acqua (1/4 di litro per volta). Il composto finale deve risultare abbastanza denso.
Mettere l’olio in una padella, aggiungete i peperoncini e il cumino e soffriggere per un minuto. Aggiungere lo yogurt nella padella e quando affiorano le bollicine unire le lenticchie. Lasciare cuocere per altri 2 minuti, mescolando.


Ecco fatto. Potete fare il vostro dovere alla cena di capodanno, rispettare i dettami ethno-chic e le tradizioni scaramantiche. Trovate gli ingredienti abbastanza ovunque (secondo me potete sostituire la curcuma con un normale composto di curry) e risparmiate pure. Così potete dedicarvi a qualcosa di più importante.














permalink | inviato da il 31/12/2004 alle 11:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa


26 ottobre 2003

Tortelli di Zucca

Signora mia, è mezzogiorno ma sarebbe l’una di pomeriggio.

Dopo avervi suggerito il tormentone per i prossimi giorni, vi ricordo che grazie all’ora legale avete un’ora in più per stendere la sfoglia. Per cosa? Ma per i tortelli di zucca!
In realtà si mangiano la vigila di Natale, per quella surreale catto-regola che impone di mangiare di magro, permettendo di ingollarsi salmone e caviale ma non di gustare un panino al salame. Prendetelo quindi come un contributo a “far girare l’economia”, e ve lo faccio mangiare per Halloween, che, se a New York è divertente, (volete vedere le mie foto in parata di Halloween vestito da Statua della Libertà....hmmm, ci penso), in Italia diventa il triste pretesto per servire in alcuni sfigati locali della pessima minestra o riso di zucca.

Quindi se volete un po’ elevarvi dalla massa, stendete la sfoglia e preparate i tortelli, specialtà mantovana, secondo la ricetta manoscritta dalla prozia Lina.

Purtoppo non ci sono le dosi, che volete fare, la zia va “ad occhio”.

Zucca gialla [che in realtà non è la zucca di “Jack in the Lantern”, ma è quella più allungata, a forma di pera, quella che in inglese si chiama “squash” – nota del nipote-] cotta lessata con pochissima acqua [secondo me si può adottare una variante moderna e cuocerla al vapore con la pentola a pressione – nota del degenerato nipote – zia, non volermene!]
Sfarinare la zucca [che c**** vorrà dire?], strizzarla se è acquosa, sino ad ottenere una crema densa.
Si aggiunge qualche amaretto, formaggio grana, noce moscata, poca, odore di scorza di limone gratugiata [così nel testo], sale.
Impastare il tutto e se necessario qualche cucchiaio di pane gratugiato.

Tirare la sfoglia, tagliare a quadri (un po’ più larghi dei ravioli). Riempirli e chiudere ripiegandoli. Si cuocciono [così nel testo] nell’acqua salata bollente per alcuni minuti e si condiscono con burro o panna e formaggio grana.

PS: Ovviamente quando si dice alla zia Lina “tirare la sfoglia” si è detto tutto. Noi invece abbiamo forse bisogno del procedimento. Eccolo:
Ingredienti: Farina bianca [la Zia la andava a prendere al mulino], uova (si considera 1 uovo a persona)
Lavorare la farina con le uova sino ad ottenere un impasto sodo e morbido. Lasciarlo riposare per un po’ e infine tirare la sfoglia con la macchina [lei usa anche il mattarello di legno], più o meno sottile a piacere.

Buon Trick or Treat! [E fatemi un favore, mentre stendo la sfoglia, presentatemi qualche “treat” umano, magari di quattro metri quadrati (cioè, per chi non è ferrato in matematica, alto due metri e largo altrettanto) ]




permalink | inviato da il 26/10/2003 alle 12:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


3 agosto 2003

Eccomi

Lingua come insieme di convenzioni necessarie per la comunicazione orale
Lingua come organo della cavita’ orale dei Vertebrati, con funzione tattile e gustativa
Franca, come la Valeri
Franca, come esente da tributi, libera

Lingua franca lingua morfologicamente modificata, lessicalmente mista, destinata a soddisfare i bisogni elementari di comunicazione tra persone di diverse culture.

Ecco, dopo giorni di meditazione ho trovato il nome del mio blog. La settimana scorsa, alla festa degli ex colleghi, Elle mi ha detto che i blog sono in declino e io ho deciso di aprirne uno. Come al solito sono in ritardo. Oggi mi sono comprato una maglietta molto fashionable, pero’. Adesso posso almeno dire che sono fashionably late. Spero che la festa non sia ancora finita, che non abbiate gia ballato le canzoni piu’ belle e mi abbiate lasciato qualcosa da bere.

Perche’ lingua?
Ho pensato alle uniche due cose che faccio benino: parlare le lingue e cucinare. Come un bambino idiota che deve svolgere un tema, mi impongo un argomento: cucina e lingue straniere, non scelgo il tema libero, senno' rischio di consegnare alla maestra dei rantoli inconcludenti. Non ho proprio quel che si dice il dono della scrittura.
Lingua Franca sia.




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