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linguafranca
Le passivone hanno sempre ragione!


Casalingua Franca (ricette)


21 febbraio 2005

Hummus

E su gentile richiesta di una lontana lettrice dalla Germania, con immenso piacere pubblico la ricetta dell'hummus.

Direttamente dalla collega americana. Scusate l'inglese ma non c'ho tempo di tradurla. Tanto siete bravi, no?
La morte sua è dentro il pane arabo (pita) con un'insalatina di prezzemolo-pomodoro-limone. Tagliati fini fini.

½- ¾ cup Tahini - make sure you mix it!
1 can chickpeas or 1 ½ cups dried, soaked and cooked chickpeas.
2 cloves garlic (or to taste)
¼ - ½ Cup fresh lemon juice (I usually add more)
1/4 cup freshly chopped parsley
Dash of 2 of Tamari optional
Extra virgin olive oil.

Put Tahini, chickpeas, garlic in food processor. Pulse and add lemon juice a little at a time so as to combine the mixture. Keep adding lemon juice and pulsing until desired texture.
Stir in parsley and drizzle top of hummus with oil.


Oggi Linguafranca si sente un po' Liala. "La lontana lettrice dalla Germania" fa molto posta del cuore, ammetto.




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26 novembre 2004

Apple Pie

Per tenervi in clima festivo eccovi una ricetta per il weekend. Per tirare fuori la Nonna Papera che c'è in voi e fare contenti i vostri maritini.
La ricetta arriva da Mr Hilton, che, vorrei ribadire, lavora accanto a un ristorante con i controcazzi.

IMPASTO
180 gr burro
400 gr farina
2 cucchiai zucchero
2 pizzichi di sale
1 bicchierino di acqua

RIPIENO
1 Kg. di mele renette (anche se la ricetta originale richiede le mele verdi)
125 gr zucchero
1 cucchiaino cannella
1 puntina di cucchiaino noce moscata
2 cucchiai di farina
mezzo limone spremuto

Lavorare in una terrina il burro con la farina facendola diventare granellosa. Aggiungere lo zucchero, il sale e amalgamare con l’acqua.
Formare una pasta omogenea, dividederla in 2 parti (una un pò più abbondante che andrà a formare la base e l’altra che servirà per la copertura). Lasciare in frigo a riposare per 20 minuti

Sbucciare le mele e tagliarle a fettine, metterle in una terrina; a parte mescolare la farina, lo zucchero, la cannella e la noce moscata insieme. Aggiungere, spolverando a neve, la polvere ottenuta sulle mele rimescolando con un cucchiaio di legno e stando attenti a non spappolare il tutto. Quando le mele avranno assorbito tutto aggiungere il succo di limone.

Prendere l’impasto e preparare dei dischi: con la parte maggiore foderare una teglia imburrata di 25 cm circa, mettere al centro il ripieno e ricopire con l’latro disco.
Chiudere i lembi (della base e della copertura cercando di fare una decorazione con le dita) e fare dei buchi sulla parte superiore per far uscire l’aria durante la cottura. Si può incidere la torta con un coltello e fare delle piccole asole o dei triangolini e con la pasta ottenuta fare un piccolo fiore al centro della torta.

Per rendere la torta più appetitosa si può spennelare la superficie con un pennello imbevuto di acqua e spolverare con un pò di zucchero o prima della fine della cottura spennellare con del rosso d’uovo per dare maggiore colore ed effetto scenico.

Infornare a 180 gradi per un’ora circa.




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25 novembre 2004

Gelo di Cannella

In solidarietà agli amici di oltremare che oggi si strafogano di tacchino e cranberry sauce, eccovi qualcosa per fare Festen.

Ingredienti:

1 litro d'acqua
15 gr. di cannella in stecche
80 gr. di amido
250 gr. di zucchero

Bollite l'acqua e le stecche di cannella per 15 minuti. Fate raffreddare e lasciate in infusione per tutta una notte. Filtrate l'infuso, mescolatevi lo zucchero e l'amido e cuocete a fuoco basso facendo attenzione che non si addensi. fino a quando non avrete ottenuto un composto omogeneo. Versate in uno stampo e lasciate raffreddare, quindi mettete il gelo in frigo per almeno tre ore. Sformate il budino e guarnite con fiori di gelsomino e/o pistacchi tritati, stecche di cannella o cioccolato a scaglie. Va servito molto freddo.



PS: Io non ho mai capito il perché di questo nick. Spero che non abbia niente a che vedere con le molestie ai minori. Vero Festen?




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26 agosto 2004

I russi sono quello che mangiano?

Sta finendo il mese di Agosto e non ho ancora postato la ricetta del mese. Cioè, o mi do una mossa, o il sistema di lettura delle ricette pregresse sballa.
Quindi diamoci da fare e onoriamo la cucina russa, che ragazzini miei, è proprio una signora cucina.
Se siete amanti dei cibi etnici, sfanculate per un po’ i soliti giappo-thai-messico-cinesi e buttatevi sulla cucina russa: ne rimarrete piacevolmente sorpresi.
Per cominciare vi posto la ricetta dei bliny, che sono facili e neppure troppo strani: sono simili alle crepes e quindi neanche un grande salto nel buio. Quando mi diventerete più coraggiosi vi inviterò a mangiare lo storione.

Ricetta dei bliny:

Ingredienti
½ bicchiere di farina di frumento
½ bicchiere di farina di grano saraceno
1 uovo
1 bicchiere di latte
1 cucchiaino di zucchero
10 gr. di burro
una presa di sale
10 gr. di lievito

Preparazione
Sciogliere il lievito e lo zucchero nel latte tiepido ed aggiungere la farina e le uova. Lavorare la pasta fino a che non diventa omogenea, aggiungere il burro e lavorarla di nuovo. Far riposare l'impasto in luogo tiepido per 3-4 ore e quando sarà lievitato salare e versare il latte caldo rimasto. Mescolare bene e far lievitare di nuovo. Friggere i bliny in una padella ben calda unta di burro facendoli dorare da entrambi i lati.

La morte sua è ovviamente il salmone o caviale rosso o caviale nero e una salsa a base di panna acida aromatizzata all’aneto(*). Ma potete metterci di tutto, sia dolce che salato.

(*) La smetana, la panna acida russa, è ovunque, te la propongono allo sfinimento. L’aneto pure, specialmente per aromatizzare il pesce.

PS: Una curiosità linguistica: in russo “mangiare” ed “essere” spesso si dicono allo stesso modo. Sarà un caso?




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1 luglio 2004

Salade Niçoise

Bei ragazzuoli affamati, ecco la vostra linguafranchina che vi posta una ricettina tanto estiva, tanto saporita e che vi ricorderà le vostre scappatelle nella cote d’azur (senza il circonflesso, tiè).Non sono sicuro che sia la salade niçoise original, quella della promenade des anglaises, per intenderci, ma pazienza. Ho fatto invano un giro per il web e ci ho trovato di tutto. Chi ci mette il pomodoro, chi le olive, chi le cipolle. Bah.

Questa la mangiavo al chioschetto della spiaggia gaia/naturista di Montpellier (la plage de l’Espiguette, nel caso andiate da quelle parti). Quindi a più di 300 km dalla città di Garibaldi.

Gli ingredienti sono 5:
3 che vanno bolliti (fagiolini, patate, uova) e 2 che vanno aggiunti a crudo (alici e tonno).

Allora, bollite:
le patate (circa 3 o 4),
i fagiolini (circa 200gr). Mi raccomando, che siano ben cotti. Trovo detestabili i fagiolini appena scottati, quelli ancora croccanti.
le uova (in modo da farle sode)
Fate raffreddare tutto.

Aggiungete il tonno (una scatola/una scatola e mezza di tonno all’olio d’oliva) e le alici (potete anche usare la pasta di acciughe, che ha lo stesso gusto e costa molto meno).
Condite con olio e aceto a piacere (il sale dovrebbero darlo le acciughe) e buon appetito. Si conserva in frigo parecchi giorni




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16 giugno 2004

Peperoni calabresi ripieni

Il clima acceso delle ultime giornate nella blogsfera mi hanno ispirato la pubblicazione di questa ricetta. Direttamente dalla cucina di mamma Aelred. Non saranno quelli turchi, ma vale la pena provarli, no? Adesso vi lascio che corro a comprare i peperoni calabresi.

"Secondo la ricetta calabrese, i peperoni migliori sono quelli piccoli e tondi (rossi o verdi) che somigliano tanto a pomodori di taglia media e si trovano solo nell'Italia centro-meridionale (a Milano li ho trovati una sola volta).
Dopo averli lavati si deve aprire la parte superiore e svuotarli dei semi e, per quanto possibile, dei filamenti bianchi. Poi si sciacquano velocemente anche all'interno e si mettono a testa in giù su un canovaccio per farli scolare bene: a questo punto si versa un pizzico di sale in ogni peperone e, se gradito, anche una spruzzatina di pepe.

Per l'impasto:
a casa mia (casa Aelred, NdA) abbiamo sempre evitato il ripieno di carne, un po' pesante d'estate. quindi servono pan grattato, parmigiano reggiano e pecorino col pepe nero grattugiati: di base sono tre parti di pan grattato e una di formaggio. Si mescola il tutto con un cucchiaio di olio, poco sale, pepe, prezzemolo tritato un peperoncino piccante sminuzzato (in alternativa peperoncino in polvere) e, se gradito, uno spicchio d'aglio schiacciato. Il ripieno dev'essere compatto e non secco, se necessario aggiungi un po' d'olio.
Con l'impasto si riempiono i peperoni fino all'orlo e si dispongono su una teglia piatta da forno ricoprendolo con un filo d'olio extra vergine di oliva. infornare a 180 gradi per circa 20/25 minuti e ritirare quando i peperoni sono morbidi e il ripieno dorato."


Si ringrazia Aelred per la ricetta.




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7 giugno 2004

Gnocchi di Ricotta al Pesto di Zucchine

Ho sempre pensato che una delle cose migliori dell’inserto di Repubblica del sabato(*) fosse la rubrica di cucina. Questa settimana ne ho avuto la conferma, ed ho scovato questa ricetta, che mi sembra interessante e neppure troppo complessa. Soprattutto perché la ricotta e le zucchine abbondano di questa staggione e costano pure poco:
Allora:
Per 4 persone
Sgocciolare 400 gr di ricotta freschissima di capra o di pecora. In una ciotola impastatela con 400 gr. di semola di grano duro, sale e noce moscata grattuggiata. Lasciate riposare in frigo per qualche ora. Formate 40 gnocchetti tondi, adagiateli su un vassoio ricoperto di semola e lasciateli riposare in frigo per 12 ore circa.
Utilizzate sono la parte verde di 4 piccole zucchine e scottatele in acqua bollente salata per un minuto. Scolatele e raffreddatele in acqua ghiacciata. Asciugatele e passatele al mixer a forte velocità con 5 gherigli di noce, 1 ciuffo di basilico, 1 piczzico di sale e pepe.; frullate a bassa velocità versando a filo 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva.
Lessate gli gnocchi in acqua bollente salata per 2 minuti. Scaldate a bagnomaria il pesto di zucchine e distribuitelo nei piatti singoli. Scolate gli gnocchi, disponetene 10 in ogni piatto. Decorate con scaglie di tartufo nero. Irrorate con qualche goccia d’olio extravergine e cospargete di pepe nero appena macinato.

E adesso non voglio più sentire nessuno che parla di pasta col tonno, coppe malù, o cibo in scatola qualunque, va bene???

Ringrazio A. che, autorizzando la lacerazione del suo giornale, ha consentito di tramandare la ricetta ai posteri.

(*): sì, l’inserto si chiama “Io Donna” e allora?




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7 maggio 2004

Due ricettine semplici semplici

Non riuscite ad arrivare a fine mese?
Il vostro frigo fa eco quando lo aprite?
Volete sfamare il vostro beau e spassarvela tutto il giorno dal parrucchiere senza dovere fare la spesa?

Eccovi due ricette. Molto cheap, semplici e di effetto. Così quando il vostro rude lui, al ritorno dal cantiere, vi urla cosa c’è per cena, voi siete pronte, perfettamente coiffées e informatissime sugli ultimi pettegolezzi dei reality shows.
La prima ricetta è la pasta con olio-limone-parmigiano
Cucinate la pasta (per me ci sta meglio quella lunga, tipo spaghetti o linguine, ma fate voi), scolatela, e, a freddo, condite con limone (o solo la scorza), parmigiano, e olio d’oliva.
L’altra è l’insalata di lenticchie
Bollite 250 gr di lenticchie, scolatele e fatele raffreddare, affettate due pomodori ben saporiti (coi pachino viene che è un amore) e un cipollotto (o, se vi manca, anche con una cipolla piccola o uno scalogno) e uniteli alle lenticchie. Condite con olio aceto e sale e servite

Ecco fatto. Siete riuscite a sfamarlo con pochi euri e poco sforzo. Così vi rimarranno i soldi per il parrucchiere, e, quando lui rutterà sazio e soddisfatto, voi, in perfetto baby doll di seta, sarete già pronte per l’ammore.




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28 aprile 2004

Vichyssoise

Oggi vi preparo una minestrina semplice semplice. E pure chic.
A partire dal nome: non il sinistro e dozzinale “crema di porri”, ma la più sofisticata e mondana Vichyssoise. Viscissuàs.
La vichyssoise è una crema di patate e porri facilissima e impossibile da sbagliare. Si fa un’ottima figura (come al solito) e ci si libera delle patate, che a forza di germogliare nel frigo lo hanno trasformato in foresta vergine.

Io la faccio così:
Soffriggo i porri nel burro (tagliati a listarelle) per 10-15 minuti a fuoco alto, aggiungo il brodo, aggiungo le patate pelate e tagliate a dadini, il sale e pepe e lascio bollire per circa 1 ora, fin quando le patate sono morbide. Lascio raffreddare e poi frullo tutto con il minipimer, in modo da creare un composto omogeneo.
Quando lo devo servire, rimetto sul fornello per farlo riscaldare con il latte e/o panna. Mescolo tutto bene. Servo quindi con un po’ di créme fraîche/panna acida e dell’erba cipollina. Oppure con i crostini.

Gli ingredienti:
1/2 litro di brodo (qualunque tipo)
600 gr porri
400 gr patate
30 gr di burro
sale e pepe
½ litro di latte e/o della panna da montare

(potete anche fare 1/2 porri e 1/2 cipolle e/o scalogni)

(PS: si conserva benissimo in freezer)

Attenzione!
Le ricette sono ordinate per mese.
Per accedere ad altre ricette clicca su "Marzo" o "Maggio" nel menu di navigazione qui sotto.




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31 marzo 2004

Patè di Salmone (Salmon Crescent)

E visto che la Standa fa gli sconti sul salmone affumicato, e visto che devo postare almeno una ricetta al mese, sennò il bizantino sistema di ricerca mensile del cannocchiale va a puttane, eccovi il patè di salmone, o meglio, per essere più chic, il Salmon Crescent. Niente a che fare con quelli pubblicizzati con tremendi esperimenti linguistici tipo “voulez vous patè avec moi”, questo è fatto da voi.

La prima volta che mangiai il Salmon Crescent fu durante un attacco di fame da Tesco, la Standa inglese, per intenderci, dove lo scartai e ingoiai barbaramente in fila alla cassa, senza aspettare di uscire (immaginatevi la scena molto terzo mondo, il liquido del salmone usciva da tutte le parti, e le mie mani- presumo anche quelle della cassiera che toccò i miei soldi- puzzavano orrendamente di pesce).

Non so se faccia ancora chic (il salmone affumicato, diciamocelo, è un po’ démodé, ora il pesce crudo è solo nipponico), ma è buonissimo. Si serve avvolto in una fetta di salmone affumicato.
La ricetta della confezione Tesco (che conservo ancora, nonstante siano passati 5 anni) suggerisce, per 250 gr di prodotto:

Salmone affumicato: 36%
Salmone “poached” (quindi salmone fresco bollito o cotto al vapore): 14%

E poi, senza indicare la quantità, elenca i seguenti ingredienti:

”Double cream” (che io sostituisco con la panna fresca da montare)
Maionese
Full Fat Soft Cheese (Filadelfia)
Salted Butter (io uso il non salted.. trovatemi voi quello salato)
Fish Gelatine
Reconstitued (?) lemon juice (io uso il fresco)
Chives (erba cipollina)
Black Pepper.

Mi spiace per l’assenza di dosaggi, ma fate varie prove e vi riuscirà sicuramente bene. Una sola avvertenza: non si tratta di cibo ipocalorico.

Io ne faccio di solito una quantità industriale che poi congelo.

Attenzione!
Le ricette sono ordinate per mese.
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