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Avion Travel

Trasformatomi ormai in triste bizness globetrotter solo-bagaglio-a-mano, costretto ad eterne attese nelle affollate hallz di alberghi e aeroporti, mi sento sempre più l’ombra di me stesso.
Osservo la decadenza del mio corpo e il prolasso dei miei organi tra annunci multilingue per viaggiatori smarriti nei duty free e please proceed immediately to gate twenty-four.

E purtoppo, seduto negli aeroporti, non solo mi vedo passare la vita davanti, come in un anonimo vuelo con destino Estocolmo, ma rischio di compromettere la mia salute mentale. E’ storia recente (domenica scorsa) l’acquisto, in preda a convulsioni terzomondiste, di 9 litri di yogurt turco e 4.5 chili di orsetti di gomma Haribo all’aeroporto di Francoforte.

Mi vedo obbligato a consultare la mia fonte di conoscenza assoluta, in grado di illuminarmi sul comportamento da tenere nel caso di crisi da depressurizzazione o sindrome da tavolino retraibile.

L’Enciclopedia Britannica? Il Fuoco Sacro? Dozzinali. La ma summa, come sapete, si chiama Enciclopedia della Donna.
Come previsto, ecco l’illuminazione a pagina 378: capitolo 3: “Viaggiare in aereo”.
Già l’incipit informale mi rassicura. E’ come una chiacchierata tra amiche al centro estetico.

“Perché non viaggi in aereo? Costa poco più del treno in prima classe,e si impiega molto meno ad arrivare!”
E’ probabile che qualche amica ci abbia rivolto questa esortazione che non è caduta del tutto nel vuoto perché anche noi abbiamo il segreto desiderio di fare un viaggio in aereo e di affrontare l’emozione del volo.
L’unica cosa che ci trattiene è il timore dell’incognito, la noia di dovere affrontare un complicata trafila di prenotazioni e controlli, la paura di dovere spendere cifre pazzesche: e infine c’è sempre quel molesto pensiero: uhm, e se poi… Ebbene nulla di tutto ciò.
Viaggiare in aereo è una cosa semplice e normale, come viaggiare in treno. La spesa non è molto superiore a quella della classe ferroviaria, la comodità è maggiore (fra l’altro, si è sicuri di avere sempre il posto), la durata del percorso molto, ma molto inferiore. Quanto all’ultimo timore, be’, gli incidenti aerei non sono affatto più frequenti di quelli che accadono agli altri mezzi di trasporto. Detto questo, iniziamo un breve ma completo vademecum, dedicato alla “viaggiatrice aerea”, nel quale diciamo tutti i consigli e le informazioni necessarie a rendere piacevole, confortevole e facile il viaggio.
(..)
Il Bagaglio:
Le valigie “avio”, leggerissime e molli, sono le più adatte per i viaggi in aereo. Pesano poco e questo ha molta importanza perché esistono limitazioni di peso per i bagagli di chi viaggia in aereo.
(…)
Il regolamento permette ai viaggiatori di portare con sé un solo capo di vestiario (impermeabile, cappotto pelliccia), una borsa da viaggio, la macchina fotografica e da presa, gli accessori indispensabili a malati e bambini. Ogni tentativo di salire in aereo con mezzo guardaroba sulle braccia è destinato a sicuro fallimento.
Giornali e riviste si trovano già a bordo. A terra il bagaglio viene pesato presso l’agenzia aerea, oppure all’aeroporto. Sono quindi necessarie le etichette con nome, cognome e destinazione.
A bordo la sistemazione del bagaglio è affidata al personale addetto, che non può accettare altra mancia che un ringraziamento garbato.


(To be continued)

Corro a comprarmi una valigia Avio.


Pubblicato il 7/4/2006 alle 11.6 nella rubrica Diario.

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